DEDICATO AD UNA PERSONA AFFETTA DA DEPRESSIONE REATTIVA, A SFONDO IPOCONDRIACO, CON FORTI CORRELAZIONI AGGRESSIVE E MANIFESTAZIONI PSICOSOMATICHE

“C’è speranza per me?”: è la prima frase che mi dici, seduto ai bordi del divano, braccato da elaborazioni sintomatiche complesse che si intersecano tra loro producendo boati assordanti che stridono nella psiche stanca. Non riesci a lavorare; odi i tuoi genitori; urli contro tua moglie e i tuoi figli, senza elementi scatenanti; temi le malattie e sei schiavo della tanatofobia; hai la certezza, non oggettiva, che morirai giovane e vuoi sfuggire alla falce nemica che vuole recidere la tua esistenza; mentre gli acufeni rimbombano nella tua mente come note stonate di un violino privo di corde accompagnato da un contrabbasso roboante mancante di cassa armonica, la psoriasi deturpa la tua pelle sanguinante ricoperta da bianche placche di relazioni bloccate e non vissute, le vertigini annullano il tuo baricentro esistenziale e lo stomaco grida la sua ribellione per gli indigesti vissuti nauseabondi che non riesci a metabolizzare. Bimbo sensibile e gioioso attendevi i tuoi, schiacciati da orari disumani per la miseria imperante, e i volti solcati dalla stanchezza dei tuoi giovani fratelli già schiavizzati. Piccolo indifeso, avvolto dalla spirale della solitudine oppressiva e ossessionante, anelavi ad una carezza, ad un abbraccio, ad un sorriso, laddove lo sguardo cercava smarrito il luccichio delle lucciole scanzonate. Tutti sentivano nelle loro membra sopraggiungere l’oblio di un sonno ristoratore e solo il tuo cuoricino avvertiva il gelo di un’affettività incapace di fluire e manifestarsi nel fiume dell’esistenza. Una deprivazione che si schiantava sulla tua mente come un meteorite vagante nel vuoto e assassino di emozioni. Indi la meschina consapevolezza, viscida e strisciante che avvelena la tua mente adolescenziale: i tradimenti di tuo padre simili a grandine distruttrice della vigna familiare. Si spengono le stelle e il buio avviluppa il tuo corpo in una morsa d’acciaio, mentre la rabbia esplode, contro ogni donna, come la lava implacabile di un vulcano che emette ruggiti sterminatori dal ventre della terra. Tua madre e più tardi tua moglie diventeranno due statue di magma da colpire perennemente con lapilli incandescenti. Tuo padre lo lapiderai dopo una sentenza irrevocabile sancita dal tuo tribunale ctonio, inconscio, incomprensibile e sconosciuto. E mandi strali su chiunque incontri nel tuo cammino, imprigionando il tuo corpo nella sofferenza che dilania la carne, e incateni la tua psiche alle colonne spettrali dell’orrore che paralizzano il tuo fare, mentre la speranza ignuda s’inabissa negli orridi del non ritorno. Macerie di un terremoto dell’essenza, che squarcia la tua anima in schegge che vagano senza meta, nell’oscurità che inneggia stridula al tuo innaturale soffrire.
Vieni, la tua nave deve mutare rotta: necessitano le energie vitali dell’Immaginario Positivo che ti consentiranno di far riemergere l’omeostasi affettiva e il perdono, come il più grande atto d’amore che può ridare pace al tuo cuore errante. Scoprirai lo splendore dell’amore puro e le margherite bianche costeggeranno la strada della tua rinascita.
(Storia vera: il soggetto è guarito utilizzando il RE-I, il Viaggio Positivo nel corpo e l’Analisi Simbolica).
Martina Minardi

 

DIALOGO TRA UN GIOVANE E UN ANZIANO ERUDITO

Giovane: maestro, ammiri davanti a sé quella collina lontana, è strana, non l'ho mai vista e sembra emanare luce.
Erudito: abbiamo tanta strada da fare, tanto ancora da imparare. Ci aspettano citazioni, classici e soprattutto le tesi imperanti delle baronie conclamate. Dobbiamo affrettarci, non possiamo restare nella palude del "non sapere".
Giovane: mi... scusi se insisto... ho sentito parlare di teorie nuove, di ricerche e sperimentazioni. Mi hanno detto che grazie a quella collina si può giungere laddove finora tutto sembrava impossibile e incontrovertibile. Qualcuno sostiene che quella collina si chiama Immaginario Positivo e che questo motore arcaico è presente in ogni essere umano, a livello inconscio. Se con la tecnica del Rilassamento Etero-Imagoico lo si fa riemergere dagli strati iponoici, è possibile invertire la rotta per affrontare la sofferenza degli esseri umani. Si parte dalla luce per dipanare le tenebre, dall'equilibrio per trasformare la patologia. A me sembra affascinante, in quanto senza condizionamenti si trasforma il pathos in tempi brevi e con successo.
Erudito: ma che dici? La giovinezza è il tuo limite! Tu, cucciolo del genere umano, insegui le novità, senza sapere che possono essere solo stelle cadenti.
Giovane: e se non lo fossero? E se invece si trattasse di scoperte che possono aiutare a comprendere gli esseri umani?
Erudito: non sai quello che dici. Solo tutto ciò che è stato vidimato dal potere e dalle burocrazie del sapere, è in grado di dare stabilità alla conoscenza. La statua di Minerva necessita di un piedistallo solido, e se consentiamo al nuovo di far vacillare i troni e le corone, entriamo nel caos che destabilizza e infrange le regole auree che donano saggezza gratuita.
Giovane: perché il nuovo fa vacillare?
Erudito: perché spaventa.
Giovane: maestro, ma lei ha paura del nuovo?
Erudito: io ne ho terrore. Nella mia mente ci sono solide colonne sulle quali è costruito il tempio del mio sapere che tutto comprende e qualsiasi cosa decodifica. Le novità distruggono e profanano l'altare che ho edificato, in modo indefesso, per tutto l'arco della mia esistenza. E ORA BASTA, non tediarmi ulteriormente con l'inutilità devastatrice degli schemi non consolidati.
Giovane: maestro, le sue parole in me stridono come rumori assordanti. La luce mi attrae, la positività mi conquista, la mancanza di condizionamenti mi appassiona, la libertà interiore mi avvince, le novità scientifiche mi seducono. E qui si separano le nostre strade: io vado verso la collina, lei resti avvolto nel suo vecchio mantello che trasuda di fobie paralizzanti.
Il Giovane andò... l'Erudito restò immobile.
Giunse il Tempo beffardo che ricoprì di nebbie filamentose e impenetrabili l'Anziano superbo, i cui occhi non riuscirono più a vedere lo scintillio diamantato del fluire della conoscenza.
Martina Minardi

 

DEDICATO AD UNA DONNA CHE VOLEVA CAMBIARE VITA

Bella e affascinante, sei entrata nel mio studio come un vento gelido foriero di tempeste imperscrutabili. Mi hai... detto che vuoi cambiare vita, con un atteggiamento spavaldo, simile ad un ossimoro che stride con il volersi mettere in discussione. Ti accolgo e mi metto in ascolto. Parli, parli e ti addentri in un logorroico racconto simile a foreste inesplorate e minacciose nelle quali l'intersecarsi di rami pericolosi impedisce ai raggi solari di risplendere. Il tuo partner ti ha ricattata: "O fai sesso con i miei amici o ti lascio". La paura di perderlo ha aggrovigliato il tuo cuore in un filo spinato spietato e pungente e gocce di sangue sono apparse tra le emozioni congelate. "Una volta, lo farò solo una volta". Corpi contorti in lussuria devastante e lacrime sul tuo viso inespressivo, mentre la dignità ferita, da te si allontana sconfitta. Poi è salito il prezzo da pagare: i club con i suoi tesserati che ti usano comprando prestazioni e le torture squarciano l'anima, i cui brandelli si disperdono in un vortice letale dal quale ti è impossibile ritornare. E poi ancora oggetto frantumato nelle mani di feticisti e sadici: e le minacce aumentano in uno stridio di suoni infernali che si disperdono nel caos di pensieri annullati da rocambolesche richieste che ti dilaniano, con invisibili lame, l'essenza strisciante nella palude del pathos. Sassi enormi, levigati e appuntiti lapidano il tuo corpo in una psicosomatosi che dilaga come un fiume in piena i cui argini sono stati infranti dai vissuti esperienziali: tachicardia, fame d'aria, nausea, gastrite. E mentre il corpo piange lacrime di vetro tagliente che deturpano la carne, il tuo volto curato sorride racchiuso in una maschera senza tempo rubata ai mostri che abitano la magione della "paura della perdita" di quell'amore, che tale non è, ormai sepolto tra le non verità che vuote e secche si abbarbicano sulla tua vita spenta.
Ti sorrido, insieme riscopriremo le forze dinamiche della libertà individuale e l'energia vitale dell'Immaginario Positivo che riemergendo ti indicherà la strada da percorrere nella luce: ammirando la sessualità equilibrata, come tramonto nel quale il sole lentamente penetra nel mare in un abbraccio tenero e dolce, mentre il cielo si dipinge con i colori dell'affettività omeostatica.
(Storia vera: la paziente ha cambiato vita e ha trasformato la psicosomatosi. Sono stati utilizzati: il RE-I, il Viaggio Positivo nel Corpo e l'Analisi Simbolica).
Martina Minardi

DEDICATO AD UNA DONNA ABBANDONATA E TRADITA DAL MARITO

Mi guardi e i solchi del tuo viso confabulano con gli occhi dalle secche lacrime e con le labbra serrate in un dolore che violenta il cuore e grida, privo di suoni, alla vita ingannevole. Dopo quattro lustri, l'uomo con il quale hai sognato, hai giocato, raccogliendo nel tuo pugno le stelle e donandogliele avvolte nella profondità del tuo ess...ere, ti ha abbandonata nella polvere della solitudine e nel fango della disperazione. La luce del vivere ha bussato alla tua porta e tu hai serrato ogni accesso alla tua interiorità; le campane ti hanno chiamata e hai urlato per non udire; le energie positive hanno cercato di smuoverti e hai scelto la catalessi esistenziale. Sei scivolata nelle sabbie mobili della depressione reattiva che hanno inghiottito le tue emozioni in un vortice che annienta e distrugge la tua psiche squarciata dalla perdita di chi hai amato e che nel tuo odio perseveri ad amare. Lo rivedi freddo e agghiacciante come un mostro irriconoscibile che sentenzia la tua fine; mentre la mente beffarda ti fa visualizzare i suoi sorrisi e gli abbracci unici e passionali che ti facevano scalare le montagne più ripide, con la leggerezza di un daino snello e scattante. L' essere e il non essere si incontrano in una sintesi caotica che annulla e dilania i sentimenti, in un'orgia sacrificale della quale sei la vittima integerrima. Vivi distesa sul letto, guardando le voragini del soffitto che si abbatte sulla tua anima affranta. Se n'è andato con una ventenne dissestando la strada che vi vedeva, insieme, camminare verso un tramonto dorato. Ha frantumato il tuo Io corporeo che, sanguinante e trafitto da spade acuminate, giace tra le macerie della non accettazione, nel deserto del tempo che passa, deturpando l'immagine che fu.
Ti sorrido e ti parlo dolcemente: ti invito a riscoprire l'Immaginario Positivo sepolto dalle immondizie esperienziali. Il Motore Arcaico emergente ti consentirà di trasformare la "perdita" - che ossessiona la tua mente e ti blocca in un sarcofago mortale - nel tranquillo e sereno fluire del fiume dell'esistenza sul quale scivola, con regalità maestosa, il cigno bianco della rinascita.
(Storia vera: la paziente ha trasformato la perdita e ha superato la depressione reattiva. Sono stati utilizzati il RE-I, le Visualizzazioni, il Diario e il Momento Positivo e le Verbalizzazioni).
Martina Minardi

 

DEDICATO AD UNA PERSONA AFFETTA DA CECITÀ ISTERICA

Ti hanno accompagnata nel mio studio due colleghe spaventate, mentre ti sostenevano nel tuo equilibrio instabile privo di coordinate spaziali. Oscillavi, come le fronde di un albero durante una tempesta che tutto travolge in raffiche agghiaccianti che abbattono nidi sterili. Da qualche settimana vedevi ombre che deformavano le immagini della tua ...realtà distorta. Camici bianchi dalle lenti caleidoscopiche, dopo una miriade di indagini angoscianti, hanno escluso danni organici. Ed oggi, mentre eri immersa nella tua professionale decodificazione della civiltà etrusca, la cecità si è materializzata inequivocabile avvolgendoti nel suo nero mantello, impenetrabile, e con i suoi aculei si è addentrata inesorabile nella psiche impreparata. La luce si è spenta e i tuoi occhi hanno iniziato a vagare nelle tenebre schiaccianti di un mondo sfuggente, che si nasconde minaccioso e ti provoca beffardo, in coro con il nulla che si concretizza opprimente nella tua mente paralizzata e travolta dalle paure più raccapriccianti. Il buio invade i tuoi pensieri, come una sinfonia stonata che rimbomba nelle stanze senza dimensioni di un'interiorità inerme davanti al caos roboante di grovigli metallici di motori dismessi. La cecità isterica si è manifestata, come fantasma, priva di immagine, in tutta la sua spietata compagine; laddove petali incolori si staccano da fiori appassiti, posandosi sulla luce che fu. Piangi e ti disperi, senza maschere e resistenze, e lacrime di fuoco imperlano il volto consunto. Hai tradito tuo marito, ricercando sesso occasionale sfrenato, dominata da pulsioni incontrollate. Indi lo specchio ha riflesso un Io sgretolato che tu hai reputato indegno e mostruoso. Hai visto gli occhi dilatati dalla lussuria che ha travolto e frantumato in schegge taglienti la tua purezza ferita e insanguinata. Hai guardato le guance purpuree dipinte dalla vergogna che aleggia nel tuo animo come un rapace che divora brandelli del tuo cuore. Hai osservato le labbra serrate per parole abortite in tradimenti gratuiti e aguzzini che hanno decapitato la tua innocenza. Ed infine hai sorpreso l'Amore allontanarsi dalla tua essenza, ramingo per strade sassose e scoscese, dai vestiti dismessi, come un re mendicante che ha rinunciato al trono dei sentimenti e delle emozioni, alla cui corona sono stati strappati i rubini dell'equilibrio, gli zaffiri della quiete e della pace e l'ambra degli ideali. Hai negato, con un urlo lancinante, il tuo Io orripilante e l'inconscio si è nascosto nella cecità dopo la scossa tellurica che ha disconnesso le energie vitali del tuo Motore Arcaico. I tuoi movimenti traballanti rivelano una sofferenza rabbiosa che squarcia i veli del cielo in un'oscurità che s'inabissa nei fondali marini accanto a degli squali che banchettano straziando la tua anima.
Vieni, non continuare a condannarti con crudeltà atemporale, assisa nel Tribunale della tua Inquisizione. Ti indico un percorso di speranza che consentirà all'Immaginario Positivo di far riemergere l'armonizzazione affettiva in un'omeostasi dinamica ed energetica che ti permetterà di farti ammirare, nella luce più fulgida, la rugiada che si posa sulle rose dell'Amore, nell'Aurora di un nuovo inizio.
(Storia vera: la paziente è guarita e ha ricominciato a vedere. Sono stati utilizzati il RE-I e l'Analisi Simbolica in terapia integrata).
Martina Minardi

 

RIFLESSION DELL'IMMAGINARIO POSITIVO

Per tanto tempo, quel tempo del quale io non conosco il fluire, in quanto ho una natura inconscia, vi siete dimenticati di me. Ho sempre permesso agli uomini di operare, di creare, di amare, di adattarsi all'ambiente nel quale vivono, di non essere bloccati dalla consapevolezza della morte, di avere speranza, di credere negli ideali, di porsi degli obiettivi e... delle mete da raggiungere: in sintesi di VIVERE in modo equilibrato e diverso dalle altre specie. Ho consentito loro di emozionarsi ammirando un tramonto, un cielo stellato, un campo fiorito, lo sbocciare di un fiore, il sorriso di un bimbo. Eppure non sono stato riconosciuto, né reputato degno di sperimentazione scientifica. Chissà perché... Forse è più facile accorgersi di tutto ciò che dilania la propria essenza, che squarcia i pensieri e destabilizza i comportamenti. Un crollo, una rimozione, un conflitto, un trauma e la sintomatologia che ne deriva, non possono essere ignorati. Tutto ciò che è fonte di dolore è degno di riflessione, ciò che produce benessere è difficile che sia preso in considerazione. Mi adopero per elevare l'uomo verso le vette più alte, per fargli provare l'anelito verso l'infinito e per consentirgli di riscoprire l'omeostasi tridimensionale perduta. Incominciate a studiarmi, a ricercare le potenzialità che possiedo, le forze dinamiche che mi è consentito mettere in atto e vi sorprenderò: così come vi può colpire un grande fascio di luce che penetra dalla finestra della vostra esistenza. Esplorate la semplicità del mio dinamismo, che tutto dipinge con gli immortali colori dell'arcobaleno perenne, che squarcia il cielo dopo le tempeste più furibonde, e quello che scoprirete vi stupirà e vi consentirà di trasformare il dolore di chi affida la sua vita nelle vostre mani, con più facilità ed efficacia.
Martina Minardi

 

DEDICATO AD UNA PERSONA AFFETTA DA NEVROSI OSSESSIVA

Parli e ripeti sempre le stesse parole. Un circolo vizioso dal quale non riesci ad emergere. I pensieri girano, girano su se stessi, incapaci di librarsi liberi negli spazi vitali che cigolano come ruote dismesse e rottami, il cui fragore rimbomba in un'unica direzione. Una girandola senza fine, il cui moto perpetuo si autoalimenta in un inconc...ludente fare che non diviene azione. Fulmini squarciano l'inconscio in una notte senza tempo e il buio ti avvolge in circonvoluzioni nelle quali resti imprigionata da catene avvolgenti. Vaghi nello spazio della passività, mentre gocce cinesi penetrano inesorabili nella psiche martoriata. Resti ore a guardare il tuo ginocchio destro per scoprirne le imperfezioni; ti lavi in continuazione le mani per non essere contaminata dagli invisibili batteri, guerrieri bestiali che non risparmiano le loro prede umane; controlli se il portone è chiuso affinché ladri pericolosi non violino il tuo mondo nel quale gli istanti sono secoli che non passano attraverso la clessidra del prima e del dopo; verifichi la chiusura delle valvole del gas mentre l'infinito diviene un attimo perenne angosciante; ti aggiri intorno al sistema d'allarme attivandolo e inconsapevolmente produci rumori caotici e assordanti che si diffondono nell'etere, distruggendo il dolce mormorio del vento. Non accetti tuo padre e lo vivi come il mostro cattivo che ti ha rinchiusa nelle segrete del castello che non fu. La tua sofferenza ti stritola nella spirale di circuiti che appaiono indistruttibili e che si ripetono inesorabilmente tra il pianto di emozioni non espresse e i singhiozzi di una rabbia repressa. Fili d'acciaio ingarbugliati tranciano l'albero della vita, mentre schegge di cristallo prezioso raggiungono ninfee galleggianti nell'acqua del non essere. Deambuli oscillante tra foreste impenetrabili, mentre rami animati ti avvinghiano stritolando la tua interiorità. I tuoi riti sacrificano, sull'altare del pathos, l'omeostasi ormai disintegrata dall'improduttivo recuperare un assurdo fare che si arrotola su se stesso come un labirinto senza via d'uscita in un vuoto agghiacciante.
Abbraccio il tuo dolore e ti sorrido: insieme potremo trasformare tutte queste "coazioni a ripetere". L'Immaginario Positivo ti consentirà di riassaporare le azioni riscoprendole nel loro dinamismo vitale. Ritroverai le energie equilibranti senza doverti difendere con una immobilità circolare paralizzante e potrai ritornare a dipingere la tela della tua vita utilizzando i pennelli della creatività e i colori della libertà.
(Storia vera: la paziente è guarita utilizzando il RE-I, le Visualizzazioni Positive e l'Analisi Simbolica, in terapia integrata).
Martina Minardi

 

DEDICATO ALLA PIÙ GIOVANE PAZIENTE DELLA MIA ATTIVITÀ PROFESSIONALE

Hai diciotto mesi e ti hanno diagnosticato "il Mutismo Secondario". Sei tra le braccia della mamma, riccioli neri ti scendono sulla piccola fronte in modo disordinato e nascondi il tuo visetto sulla spalla materna come una barchetta che riposa sicura nel porto dell'Amore. Non vuoi guardarmi, sono una sconosciuta e per questo pericolosa. Ti sorrido dolcemente e inizio a giocare con te. Tra pupazzetti e marione...tte che volano per la stanza inizi a sorridere, ma non emetti nessun suono. Eppure eri già capace di costruire una frase, utilizzando semplici strutture sintattiche, fino alla sera in cui, mentre eri accovacciata sotto il tavolo con il tuo orsacchiotto, un uragano ha investito il tuo Io in formazione. Urla assordanti hanno squarciato la tua serenità: è volato il tavolo, papà ha picchiato la mamma e lei lo ha graffiato e ha rotto i piatti. Qualcosa di rosso cominciava a coprire i loro corpi, non sapevi cosa fosse, ma i rumori e le parole roteavano e rimbombavano nella tua mente devastando e abbattendo la tua casetta in costruzione, il tuo sviluppo evolutivo appena iniziato. Sei rimasta immobile mentre i boati divenivano sempre più assordanti. I tuoi occhietti registravano stimoli incomprensibili: "forse mamma e papà sono arrabbiati con me", pensieri che non potevi formulare ma l'Immaginario Negativo decodificava attraverso quelle immagini raccapriccianti. La fatina buona, spaventata, si era dissolta tra le nubi minacciose; i fiorellini colorati erano stati calpestati dai piedi grandi grandi di un drago cattivo e le stelline le aveva spente nel cielo una strega maligna. Dovevi difenderti dai mostri che avevano invaso la tua psiche, mentre i castelli delle fiabe franavano sulle sabbie mobili della rabbia distruttrice. "Non parlerò più, così nessuno si arrabbierà più", inconsciamente avevi elaborato un pensiero per te non strutturabile, ma eri sola e non c'era neanche il cavallo alato che poteva salvarti.
Ho giocato tanto con te; abbiamo insieme fatto riemergere l'Immaginario Positivo; ti ho raccontato favole a tema inventate all'istante, registrate e poi riascoltate; abbiamo fatto parlare le marionette e la luce è ritornata nei tuoi occhietti smarriti. Eravamo sedute per terra e dopo un lavoro di tredici mesi, un giorno mi hai detto: " Se parlo, qualcuno si farà male?". "No piccola mia, nessuno si farà male". E tu hai ricominciato a ridere, a scherzare e a parlare, con il desiderio vitale di andare verso un'esistenza armoniosa, priva di traumi e fatta di luci tra le quali danzare leggera come libera libellula.
(Storia vera: la bimba non ha più manifestato problemi di linguaggio. Ho utilizzato il RE-I per bambini, il gioco, le marionette e le favole inventate a tema. Contemporaneamente è stata effettuata una terapia per i genitori utilizzando il RE-I di coppia e le Verbalizzazioni).
Martina Minardi

DEDICATO AD UNA PERSONA AFFETTA DA DEPRESSIONE REATTIVA

Mi parli con la voce di un violino scordato, incapace di emettere suoni armonici. Leggo tristezza e apatia sul tuo volto: un giorno bigio del mese che fu e dell'anno cancellato dagli annali del tempo. Mi descrivi perdite devastanti: la morte di tuo padre, di un cugino ventenne vittima di un incidente e la paura che la tua partner ti lasci ra...mingo sulle sassose strade del non ritorno. "Perdite" non elaborate e pur anche immaginate, che come catene invisibili ti bloccano sugli argini degli abissi. I pensieri si aggirano impalpabili come vipere silenti tra le rupi diroccate della mente che si annienta proiettandosi verso burroni inaccessibili e dirupi fatiscenti. Si azzera la voglia di fare, di operare, di comunicare, di progettare, di vivere: come un campo di grano reciso dalla grandine e l'albero della vita che la siccità fa seccare inesorabilmente. Non vuoi impegni, non accetti l'uscire con amici o parenti, chiuso nel sarcofago del nulla che tutto mummifica. Come aspra consolatrice, agogni la morte e nell'ugual tempo la temi come il gigantesco avvoltoio pronto a sbranare le carcasse di chi si ama. Suoni metallici e assordanti si interconnettono ad ululati che squarciano le tenebre di una notte senza fine. Non riesci a vestirti, a lavarti, mentre il tuo umore oscilla tra forze contrastanti che si schiantano tra le urla disumane della psiche affranta. Le pieghe del soffitto ammiri, dal letto madido di lacrime prosciugate dai "venti del niente", ripiegato su te stesso nell'amplesso con la solitudine ammaliatrice. L'invidia roditrice ti divora l'essenza e il denigrare il divertimento dei tuoi simili, supposto o ricreato dalla mente bugiarda, infrange gli ultimi cristalli preziosi del tuo labirintico pensare. Lacrime amare solcano le tue rughe facciali, scavate dai percorsi del tuo soffrire.
Ti tendo la mano: accoglila. Sediamoci insieme lungo le rive lussureggianti del fiume dell'esistenza, facendo emergere la Positività Arcaica che ti donerà l'equilibrio tridimensionale, elaborando le tue perdite e innalzandoti verso le vette della tua rinascita psichica. Se vuoi, potrai ammirare l'Aurora del nuovo inizio nel quale l'Amore regna incontrastato, assiso accanto alla Speranza.
(Storia vera: il paziente è guarito utilizzando il RE-I, le visualizzazioni e le verbalizzazioni in terapia integrata).
Martina Minardi

 

DEDICATO AD UNA PERSONA AFFETTA DA DEPRESSIONE ENDOGENA

Ti è difficile parlarmi. Sei ripiegata su te stessa, con lo sguardo spento e perso tra immagini ingombranti che si arrotolano nei vuoti della mente traducendosi in pensieri distruttivi che azzerano ogni slancio vitale. Taci, incurante della mia presenza. Ti senti annientata dagli ingorghi esistenziali, paralizzata dal non poter essere protag...onista sulle scene della vita. Ricerchi la solitudine e la vorresti debellare tuffandoti tra la folla dell'assenza. Desideri danzare il "valzer della fine" con la morte dai lunghi veli opachi e temi gli abissi del nulla. Non riesci a relazionarti, ad operare, a studiare, a lavorare, ad amare. L'immobilità ti manda in esilio nella terra di nessuno, laddove il tempo e lo spazio si annullano tra le pennellate grigiastre del tuo inconscio. Sperimenti il vuoto lasciato dal frantumarsi delle mete da raggiungere, delle vette da scalare; seppellisci la speranza sotto le macerie esistenziali; hai paura d'amare e terrore di vivere. Non accetti il tuo corpo e ti risulta difficile prenderti cura della tua immagine: trasandata ti aggiri tra le stanze vuote del dolore che ti stritola in un abbraccio velenoso. Oscilla il tuo umore tra nebbie impenetrabili e la confusione regna sovrana nella tua psiche stanca.
Vieni, accetta la mia mano. Insieme riscopriremo l'Immaginario Positivo che in sé contiene le energie dinamiche in grado di trasformare il tuo Pathos. Ammireremo prati, fiori, alberi; ritroveremo la luminosità degli arcobaleni e il volo tranquillo dei gabbiani. Hai il diritto di volare libera, di ritornare a vivere e ad amare e di saltare gli ostacoli della vita con le scarpette di una ballerina classica, volteggiando leggiadra e leggera sul pentagramma dell'esistere.
(Storia vera: la paziente è guarita utilizzando il RE-I , le T.I.P e l'Analisi Simbolica in terapia integrata con Antidepressivi e Stabilizzatori dell'umore).
Martina Minardi

 

DEDICATO AD UNA PERSONA AFFETTA DA ATTACCHI DI PANICO

Leggo terrore nei tuoi occhi. Sei rannicchiato in un angolo e stringi le tue braccia. Mi parli con voce affannosa e con intonazioni prosodiche veloci, mentre il timbro è basso. Sudi visibilmente e sottolinei che avverti un gran freddo. Appari come un essere braccato da forze indecifrabili che ti annientano. Mi sveli che hai paura di guidare, d...i camminare, di restare da solo, di partire. Temi che possa accaderti qualcosa di letale. Hai sperimentato il panico e le sue somatizzazioni: il ritmo cardiaco accelerato, la fame d'aria, lo stomaco contratto, le vertigini, l'incapacità di camminare, gli acufeni e la sensazione di svenire. Sei all'erta, in attesa che la sintomatologia sferri un nuovo attacco alla tua unità psicosomatica e vai alla ricerca di una via di fuga inesistente. Un tornado è entrato nella tua vita, devastandola. Ti senti privato della tua libertà, incatenato a invisibili pali di tortura che, come belve, ti guardano minacciosi. Canna che il vento fa roteare implacabile tra i turbinii del vivere: ti percepisci come dipendente da disordinati pensieri che si accavallano e si intrecciano in una trama oscura. Foriere di dolore le tenebre si abbattono sulla tua volontà, mentre la razionalità si ribella ad attacchi privi di senso che dominano la tua essenza, ormai compressa da forze dinamiche negative che il tempo non riesce a debellare e lo spazio non può cancellare. Senti aleggiare la morte, mentre lei ti ignora e opera incontrastata lontana dai tuoi orizzonti. Sostieni che ti può succedere qualcosa di irreparabile e inarrestabile che la paura crea nei crateri più inaccessibili della tua mente. Cavalchi a briglie sciolte nel pantano dell'Immaginario Negativo e fobie ferraginose risuonano assordanti nel tuo inconscio dolente.
Ti ascolto con affetto e ti dono un sorriso. Sposta lo sguardo e vedrai l'omeostasi del Motore Arcaico. Hai bisogno di trasformare la tua sofferenza allenandoti con i percorsi del RE-I (Rilassamento Etero-Imagoico). Riscoprirai l'impalpabile bellezza del vivere e il fluire armonico dei pensieri ai quali attingere come ad una fonte perpetua di benessere e di pace. Non temere, insieme percorreremo le strade luminose dell'Immaginario Positivo e tu potrai finalmente riscoprire le melodie scritte sugli spartiti dell'esistenza.
(Storia vera: il paziente ha superato gli attacchi di panico allenandosi col RE-I ed eseguendo l'Analisi Simbolica).
Martina Minardi

 

DEDICATO AD UNA PERSONA OBESA

Mi parli tenendo gli occhi bassi, leggo il tuo desiderio di nasconderti, di non esserci. Sei affetta da grave obesità. Non accetti il tuo corpo e parli delle difficoltà nei movimenti, nelle relazioni interpersonali, in campo professionale e soprattutto nella sfera affettiva. Desideri poter amare ed essere amata, mentre la solitudine ti stritola tra le sue catene, arrugginite dal lento trascorrere del tempo. Nulla cambia, niente illumina la tua vi...ta, dipinta di grigio sulla tela dell'esistenza. E poi ci sono gli sguardi dei curiosi, l'ammiccare dei passanti, le battute dei parenti, le risate dei conoscenti. Devi scappare, tentare di fuggire, mentre il corpo informe ti imprigiona in una cella priva di pareti e provvista di una miriade di torture mentali. Non ti accetti, non ti ami, non vivi.
Ti sorrido e ti dico che cammineremo insieme verso un iter di crescita che conduce a ritrovare in se stessi l'equilibrio dell'Io corporeo, la determinazione e la volontà dell'Io psichico a farcela, ad abbattere le resistenze che si traducono in perenne incostanza. Sperimenterai un adeguato piano nutrizionale, una benefica attività fisica e il perseverare con coraggio nell'amarsi. Attiveremo l'Immaginario Positivo e ritroverai l'omeostasi somatica, danzando leggera come una farfalla tra le energie vitali del Motore Arcaico. (Storia vera: la paziente ha perso 31kg allenandosi con la tecnica RE-I).
Martina Minardi

DEDICATO AD UNA PERSONA AFFETTA DA NEVROSI IPOCONDRIACA

Sei spaventato, i tuoi occhi trasmettono la paura di non farcela, di scoprire una malattia che possa recidere la tua vita prematuramente, come un fiore appena sbocciato che viene falciato e calpestato da piedi ignari. In te aleggia il terrore della sofferenza fisica e della morte che, credi, si abbatterà inesorabile sulla tua esistenza ingiustamente. Immagini il tuo funerale, la bara, la tumulazione e vivi offuscato da u...na negatività che azzera le tue energie vitali. Pensi che sarà un infarto a distruggerti in pochi minuti, oppure che verrai annientato da un carcinoma devastante. Poi valuti la possibilità di un blocco renale o di una letale ischemia cerebrale. E la tua mente vaga tra elucubrazioni labirintiche che ti paralizzano. Vivi in compagnia del fantasma della morte che sembra essere invece impegnata in altre mansioni lontane dal tuo spazio vitale. Cerchi di esorcizzarla e intanto i risultati dei tuoi esami ematici, delle ecografie, delle radiografie, delle scintigrafie, delle angiografie e delle risonanze magnetiche, diventano una traballante Torre di Babele che qualcuno cerca di interpretare frantumandola davanti ai dati della tua salute corporea. Sapere che il tuo fisico non è oggettivamente sofferente non placa i ghirigori ansiogeni della tua mente, ma li acutizza. "Io sto male, sicuramente qualcosa non va". E come un giro sulle montagne russe, tutto ricomincia: ospedali, medici, controlli e ancora sofferenza. Nuoti affannosamente nelle acque tenebrose dell'Immaginario Negativo, senza sosta, senza tregua.
Ti accolgo con amore empatico e ti indico la luce che è in te, quella omeostasi tridimensionale che ti appartiene e che, mediante allenamento, può ritornare a sprigionare gli effetti benefici della Positività Arcaica. Insieme trasformeremo il tuo pathos in forze dinamiche equilibranti, affinché tu possa camminare "libero" sulla strada della vita.
(Storia vera: il paziente è guarito, in tempi brevi, facendo riaffiorare in lui l'Immaginario Positivo mediante il Rilassamento Etero-Imagoico, le T.I.P e l'Analisi Simbolica).
Martina Minardi

DEDICATO AD UN ADOLESCENTE

Sono il tuo compagno di viaggio: empaticamente leggo nei tuoi occhi instabilità, solitudine, paura, voglia di fare e di restare immobile, desiderio di gioire e di piangere, bisogno di conoscere gli altri e di avvilupparti nei tuoi pensieri in una stanzetta disordinata e caotica, la voglia di andare e di restare, l'oscillare tra una virtualità devastante e una realtà sco...nosciuta e denigrata. Brancoli tra i "ma" e i "forse", cerchi di afferrare tra le mani un ideale che ti scivola via e viene trasportato dal vento delle novità inconcludenti. Abbracci l'essere e ti leghi all'apparire, piangi e sorridi in un'altalena timica senza fine. Attacchi la tua famiglia e la cerchi come porto sicuro, detesti la scuola e la frequenti per socializzare, affermi che Dio non esiste e lo preghi quando l'angoscia ti schiaccia. Calpesti le regole e metti sull'altare l'alcool traditore che ti schiavizza e ti rende dipendente. Ami il frastuono e ti ribelli ai suoni armonici di note scritte sul canovaccio della vita. Cerchi coetanei e li allontani reputandoli inadeguati a quel mondo interiore che nella sua unicità solo a te appartiene. Aneli ad avere un partner ed esalti il tuo ego. Nessuno ti comprende, nessuno ti capisce: e questo è il leitmotiv sul quale danzi volteggiando nel vuoto. Il tuo dolore è grande, il fluire del tempo è la tua cura. Intanto dammi la mano affinché tu possa scoprire in te il magico valore dell'esistenza e la bellezza incontrastata delle energie vitali che possiede la tua Positività Arcaica.
Martina Minardi