L'autrice della tecnica RE-I risponde

Scrivi commento

Commenti: 10
  • #1

    Roberto (domenica, 18 agosto 2013 19:20)

    Ma è vero che con la tecnica RE-I si curano i soggetti borderline?? E' la prima volta che sento dire una cosa del genere!! Chiedo alla dott.ssa Martina Minardi una gentile conferma. Grazie. Roberto.

  • #2

    re-i (domenica, 18 agosto 2013 22:09)

    Gentile Roberto,
    le confermo che è possibile ottenere con il percorso RE-I che i soggetti borderline diventino nevrotici, quindi trattabili, e poi, mediante l'analisi simbolica, farli rientrare nella norma statistica. Tutto ciò si ottiene in quanto l'emergere dell'Immaginario Positivo attraverso gli esercizi della tecnica, consente il rafforzamento dell'Io che, nei borderline, è destabilizzato.
    La casistica da me sperimentata è in costante aumento e potrà notare ciò che accade consultando i test e retest inseriti in questo sito. Essi sono solo degli esempi del lavoro effettuato in questi anni.
    Inoltre, vorrei sottolineare che il RE-I, nei borderline, deve essere associato a dei farmaci di sostegno come le nuove terapie abbinate prevedono.
    Lei ha ragione nel sostenere che trattasi di una novità metodologica: è una vera rivoluzione in quanto persone che per anni non hanno potuto essere protagoniste della propria esistenza, con questo iter possono ritornare ad esserlo. Spero di risentirla e la ringrazio per la sua cortese domanda.
    Dott.ssa Martina Minardi.

  • #3

    Chiara (domenica, 18 agosto 2013 22:21)

    Cara Dottoressa, mi chiamo Chiara. Devo dire che il suo sito mi interessa per davvero. Soffro d'ansia e sono un'ipocondriaca. Mi piacerebbe sapere se la sua tecnica RE-I può essere utilizzata solo per i bordrline oppure anche per il mio caso. Mi faccia sapere.

  • #4

    re-i (domenica, 18 agosto 2013 23:39)

    Mia cara Chiara,
    la tecnica RE-I consente l'emergere dell'Immaginario Positivo che è sede dell'equilibrio tridimensionale: fisico, psichico e spirituale. E' questo che permette l'eliminazione dell'ansia in tutte le sue manifestazioni. Ne consegue che se nei borderline si riescono ad ottenere risultati sorprendenti è solo perchè per questi soggetti non ci si può avvalere di altre tecniche efficaci. Nel caso dell'ipocondria il riaffiorare dell'omeostasi psicofisica dà la possibilità di interrompere i circuiti ansiogeni dei pensieri negativi che fanno soffrire la persona che purtroppo sperimenta tale sintomatologia. Se si allenerà con il RE-I potrà lei stessa constatare il benessere che questa tecnica le potrà donare.
    Il pathos psichico, quando lo si sperimenta, appare come un tunnel oscuro dal quale non si può uscire. Ma così non è. In fondo a quel tunnel c'è la luce e questa luce non ci viene data dall'esterno, è presente dentro di noi, bisogna solo riattivarla utilizzando i simboli adeguati. Le faccio tanti auguri e soprattutto spero che lei entri nell'ottica che la sofferenza che vive può essere debellata. La saluto cordialmente.
    Dott.ssa Martina Minardi.

  • #5

    Silvia (domenica, 15 settembre 2013 18:30)

    Buonasera dottoressa,
    potrebbe dirmi se RE-I può essere utilizzato nelle forme di autismo? e se sì, come? Sono molto curiosa.
    Grazie e spero mi risponda presto

  • #6

    re-i (domenica, 15 settembre 2013 22:53)

    Silvia carissima,
    il RE-I può essere utilizzato nelle forme di autismo, ma occorre un operatore esperto in quanto i soggetti affetti da tale patologia non sono in grado di assumere una posizione supina su richiesta, né di visualizzare le immagini simboliche proposte. Quindi è necessario che l'esercizio sia eseguito nell'ambiente nel quale si trova il paziente a cui devono giungere i suoni prosodici, indipendentemente dalla sua collaborazione attiva, che risulta impensabile, in quanto l'intera struttura della tecnica consente ai meccanismi omeostatici d'innescarsi automaticamente.
    L'emergere dell'Immaginario Positivo consente la distensione neurovegetativa e l'apertura al mondo oggettuale che per gli autistici sono i veri problemi da risolvere. Non sto parlando della panacea, ma di una metodologia che adeguatamente impostata può permettere l'emergere dell'Io che in tale sintomatologia è ingabbiato e non ha la possibilità di esprimere tutte le sue potenzialità.
    Ho seguito vari soggetti e i risultati sono stati più che soddisfacenti. Sarebbe interessante che lei mi fornisse i dati relativi alla persona in oggetto in modo tale che io possa darle delle indicazioni più puntuali e precise, in quanto tante sono le varianti psicologiche che si presentano in quelle che chiamiamo le sindromi autistiche. Aspetto sue indicazioni per proporle un piano d'intervento adeguato.
    Gli autistici sono persone, il cui Io non riesce ad esprimere le sue potenzialità di base a causa di mancati processi evolutivi fondamentali, ma non bisogna mai perdere la speranza in quanto l'Io se adeguatamente rimpostato può far ascoltare quella voce che non è riuscito mai ad emettere. E' importante non smettere mai di combattere per ciò che sembra impossibile da realizzare.
    A presto, con affetto. Dott.ssa Martina Minardi.

  • #7

    Marcella (domenica, 06 ottobre 2013 12:15)

    Gent. Dott.ssa, mio figlio, soggetto bordeline mediamente grave, oltre i farmaci, segue da otto anni un percorso psicoterapico junghiano. I risultati non sono soddisfacenti. Mi interesserebbe sapere in cosa il suo metodo si differisce da quello junghiano e se ritiene possa essere più efficace. La ringrazio e la saluto.

  • #8

    re-i (domenica, 06 ottobre 2013 16:34)

    Marcella cara,
    la tecnica RE-I è nata proprio per aiutare una ragazza borderline di 19 anni, in quanto io non riuscivo ad accettare che potesse rimanere tale per tutta la vita. Ho lottato contro l'impossibile, con successo, ed è nata una metodologia che consente di far divenire nevrotico un borderline e poi di curarlo normalmente come si fa con ogni nevrosi, utilizzando le tecniche analitiche più adeguate.
    Sono passati ventitré anni da allora e di soggetti casi-limite ne ho trattati tanti, ottenendo ottimi risultati. Solo in seguito ho scoperto che la tecnica RE-I, andando ad attivare l'equilibrio tridimensionale che è presente dentro di noi e rafforzando l'Io, consente di poter trattare non solo i borderline ma anche le nevrosi, i disagi esistenziali e addirittura di poter effettuare prevenzione a livello psichico.
    I borderline, comunque, restano il mio primo campo d'indagine. Il segreto consiste nel rafforzare il loro Io e nel non affrontare nessuna problematica fino a quando questo non si è attuato. Ecco perché il RE-I riesce a fare quello che le altre tecniche non riescono a realizzare.
    Ho studiato tanto Jung in quanto i suoi scritti sulla simbologia mi hanno permesso di poter attingere a concetti che erano indispensabili per la costruzione dei percorsi. Ma un approccio junghiano, dal mio punto di vista e dalla sperimentazione effettuata, potrebbe solo essere utilizzato in una fase successiva al rafforzamento dell'Io, altrimenti un borderline non potrà mai divenire nevrotico né tanto meno ritornare nella normalità.
    Mia cara, se ha bisogno di ulteriori chiarimenti può mandare una e-mail al mio indirizzo di posta elettronica: martinaminardi.ip@libero.it . Spero di essere stata esauriente e la saluto con un abbraccio e tanta stima poiché sta continuando a lottare per qualcosa che molti reputano impossibile da realizzare. Insista nell'alimentare sia la sua forza che la sua tenacia, perché aiutare i borderline non è una chimera. Un saluto cordiale. A presto. Dott.ssa Martina Minardi.

  • #9

    Romina (venerdì, 06 dicembre 2013 20:07)

    Sono rimasta colpita dalla serenità che promana dal Suo sito! Non solo: vedo che la Sua tecnica produce risultati notevolissimi. Le auguro, cara dottoressa Minardi, che il RE-I possa diffondersi per fare tanto bene, come si capisce che Lei desidera! Viviamo in un mondo che a volte mi sembra pieno di chiacchiere e di chiacchieroni, che magari si presentano come soloni: io non La conosco, ma mi pare che il Suo lavoro di anni ed anni abbia prodotto un sapere profondo, che merita di essere conosciuto! Auguri, dottoressa Martina.

  • #10

    re-i (venerdì, 06 dicembre 2013 23:42)

    La ringrazio, mia cara Romina! Le sue parole mi hanno emozionata anche perché si evince che è riuscita a cogliere l'essenza della tecnica RE-I: è dai dati e dai risultati che bisogna partire, non da tante parole che a volte possono risultare vuote ed inutili. Ciò che per davvero interessa in campo psicoterapico non è l'affascinante scheletro teorico ma un'impalcatura solida che consenta agli essere umani di ritrovare il loro benessere; e se si scopre che quest’ultimo è presente in ognuno di noi e necessita solo di essere attivato allora si diventa per davvero protagonisti della propria esistenza. Sarò felice di risentirla o di incontrarla: potrebbe divenire un’ottima operatrice RE-I. Un abbraccio. Dott.ssa Martina Minardi.